Messaggio ufficiale del Consiglio Internazionale di Danza CID

                                                    per la Giornata Mondiale della Danza

                                                                      29 Aprile 2006

 

    I danzantori sono notoriamente riluttanti ad unirsi ad organizzazioni collettive.

Hanno probabilmente paura che l’organizzazione limiterà la loro libertà d’espressione.

O pensano che il tempo speso e la quota di membro non valgono i benefici guadagnati.

    Molte associazioni o federazioni hanno solo una dozzina di membri: una piccola frazione del totale nella loro area o campo.

Mancando di rappresentanti essi mancano di credibilità, perciò non possono agire come interlocutori dei governi e altri enti d’alto livello.Non possono ispirare fiducia ai non membri.

    Questo spiega perché l’arte della danza è carente di legislazione, visibilità, finanziamenti se comparata ad altre arti.

L’appartenere ad una struttura più ampia non limita il modo in cui l’individuo si esibisce o insegna o ricerca o crea coreografie. Senza influenzare il lavoro quotidiano di ciascuno, ciò migliora la struttura, l’ambiente delle proprie azioni.

I corpi collettivi forniscono uno spettro più ampio di servizi ai loro membri. Deprivati di tali servizi, agendo in isolamento, le scuole, le compagnie, i clubs, i festivals rimarranno invalidati.

Il CID Consiglio Internazionale di Danza incoraggia le associazioni regionali, nazionali o succursali ad ingrandire il loro numero d’iscritti.

Uniamo le nostre azioni, orchestriamo la nostra musica per sfuggire dalla cacofonia dei suoni isolati.

Danzatori del mondo, unitevi!

                                 

                                                                    Prof. Dr. Alkis Raftis

                                            Presidente del Consiglio Internazionale di Danza

                                                                  CID, UNESCO, Parigi