Il messaggio ufficiale per la

                                                            GIORNATA DELLA DANZA

                                                                        29 Aprile 2009

 

 

    Il futuro della danza è dove ci sono persone che non danzano.

Queste persone appartengono a due categorie: quelle che semplicemente non hanno imparato e quelle che pensano di non esserne capaci. Esse rappresentano la più grande sfida per la professione dell’insegnante di danza.

    In linea con la lotta dell’UNESCO contro il pregiudizio e la discriminazione, stiamo cercando di espandere i confini della danza e di cambiare l’attuale percezione di quello che è un danzatore.

    Le performances di danza non sono necessariamente esibizioni di estrema fisicità, di accurata precisione o di esplosiva emozione – possono essere celebrazioni d’interazione tra i performers. Possiamo arricchire i concerti di danza con danzatori, cantanti, attori, narratori, mimi,acrobati ecc. di tutte le età e di tutti i gradi di invalidità.

    Condurre nella danza chi ne è escluso da così a lungo è un dovere morale, ma apre anche una grande porta in tempi di crisi economica e disoccupazione. In ogni stato ci sono milioni di persone con invalidità fisiche o mentali. Noi crediamo che siano pronte a danzare.

Creeranno lavori per migliaia di insegnanti di danza. Sono assistite dal Ministero della Salute, il cui budget è molte volte più grande di quello del Ministero della Cultura. Integrare persone emarginate nella pratica della danza è tanto importante quanto integrarle nella forza lavoro.

    Il CID abbraccia la filosofia secondo cui ognuno può danzare.

La Giornata della Danza 2009 è dedicata alla danza inclusiva. Includiamo tutti i membri della società nelle nostre lezioni e nelle nostre performances.

                                           

                                                                      Prof. Alkis Raftis

                                             Presidente del Consiglio Internazionale della Danza

                                                                  CID, UNESCO, Parigi